Patriarcale Arcibasilica Lateranense dedicata al
SS. SALVATORE e ai Santi
Giovanni Battista e Giovanni Evangelista



Antonella Tomasello
L'oggetto culturale, che acquista comunque una carica espressiva che varia per uomini di epoche diverse, in questo caso, deve essere letto, o direi ascoltato, per il suo forte significato religioso. Per poterlo fare è necessario spogliarci delle nostre sovrastrutture culturali e guardare con occhio attento per scoprire i tanti elementi significanti attraverso i quali la Chiesa ha svolto, soprattutto alle origini, una funzione didascalica e catechetica.
A proposito di S. Giovanni in Laterano, non possiamo non ricordare la primitiva basilica di età costantiniana, epoca in cui si sviluppò e diffuse l'edificio di culto cristiano. La nuova forma di vita dovuta all'affermazione del cristianesimo portò al configurarsi di forme nuove nelle costruzioni pubbliche e in particolare in quelle cristiane, fissando i canoni cui ci si ispirerà per i secoli successivi. Sorgono a Roma, Costantinopoli e nei luoghi legati alla vita di Gesù le basiliche cristiane che all'inizio non ebbero il significato di costruzione destinata solo al culto, ma piuttosto, innestandosi sulla cultura architettonica romana, anche a contenere un'assemblea di persone in forma pubblica ufficiale. Alle tradizioni giudaiche si deve invece l'orientazione della basilica, generalmente finalizzata alla preghiera rivolta ad est.
Questa fu la prima basilica urbana (interna alle mura) della città, edificata sul luogo dove in precedenza sorgeva la caserma degli Equites Singulares, corpo disciolto da Costantino, all'interno del grandioso palazzo della famiglia dei Laterani, generosamente donato da Costantino a papa Melchiade (311-314) che ne fece il Patriarcato, residenza papale che lì si mantenne fino alla cattività di Avignone. La basilica, dedicata a Cristo Salvatore, fu subito insignita del titolo di Cattedrale di Roma, omnium Urbis et Orbis ecclesiarum mater et caput. In quanto cattedrale, nome che proviene dalla cattedra episcopale, è la Chiesa dove il Vescovo celebra i riti sotto l'altare è ancora oggi conservata la tavola (altare ligneo) sulla quale officiò lo stesso Pietro, primo papa e vescovo di Roma; alla chiesa erano affiancati il battistero e altri ambienti per la cresima, la catechesi e i servizi sociali.
L'edificio in origine era di stile severo, a cinque navate sostenute da più file di colonne.
Dopo il VI sec., al nome del Salvatore fu aggiunto quello del Battista e dell'Evangelista sotto i cui nome era stato edificato presso il Laterano un convento di benedettini. Un'altra ipotesi vuole che il nome derivi dalle due cappelle dedicate ai santi Giovanni edificate verso la fine del sec. V da papa Ilario presso il Battistero per sciogliere un voto.
L'edificio fu più volte distrutto (dal terremoto nell'896, dagli incendi nel 1308 e 1361) e devastato sia dai Vandali (V sec.) che dai repubblicani francesi (fine sec. XVIII); sempre ricostruito o arricchito da tanti papi tra i quali ricordiamo Sergio III (anni 904-911), Niccolò IV (a. 1288), Urbano V (anni 1360 e seguenti), Gregorio XI ed Innocenzo X (sec. XVII), Clemente XII (sec. XVIII), Leone XIII (sec. XIX).
Sulla fronte della basilica medioevale erano mosaici a fondo oro con l'immagine del Redentore e dei profeti. Nel portico d'ingresso erano i sepolcri di papi ed altri personaggi illustri, secondo l'usanza delle basiliche romane dove si riservavano le sepolture all'interno ai santi martiri e confessori. All'interno le pareti erano ricoperte da pitture e mosaici che rappresentavano i principali eventi dell'Antico e Nuovo Testamento ad istruzione del popolo fedele.
Della basilica medievale restano il pavimento d'opera cosmatesca e il mosaico dell'abside, anche se restaurato e rimaneggiato; Niccolò IV, che era francescano, volle inserire le figure ridotte di S. Francesco d'Assisi e S. Antonio da Padova, oltre a se stesso in ginocchio, nello schema iconografico con Maria, i Santi Pietro e Paolo, i due Santi Giovanni e Sant 'Andrea.
Sopra l'altare, il bel ciborio ogivale è opera del senese Giovanni di Stefano, e fu fatto erigere da Urbano V nel 1367 con il contributo di Carlo V. la tradizione vuole che nelle due custodie d'argento siano conservate le reliquie delle teste di San Pietro e San Paolo.
Nell'abside, al centro della semicalotta, è il Salvatore, titolare della prima basilica, in mezzo agli angeli. La sua figura domina lo spazio intorno e, ancor oggi, mentre dilagano sette e new-age, come allora, quando arianesimo ed esoterismo minavano la nostra fede, sembra voler affermare nella sua serena ieraticità di essere la sola Verità che salva, il Salvatore.
La facciata principale (A. Galilei, 1735) ha un unico ordine di semicolonne e di lesene corinzie su alti stilobati e, sulla balaustrata di coronamento che sormonta l'attico, quindici statue, alte sette metri circa, di Cristo, dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e di dottori della Chiesa.
Sisto V fece abbattere quasi tutto quel che rimaneva dell'antico patriarcato un gruppo articolato di edifici che occupavano tutta l'area che oggi è parte della piazza e si congiungevano con il Sancta Sanctorum e incaricò Domenico Fontana, negli anni tra il 1585 e il 1590, di costruire il Palazzo del Laterano, il loggiato a fianco, detto della benedizione papale e l'edificio della Scala Santa, che il popolo sale in ginocchio identificandola con le scale del Praetorium di Pilato, dove fu condotto Gesù. La scala e le altre due laterali portano all'oratorio di San Lorenzo, cappella papale detta Sancta Sanctorum per il gran numero di reliquie che vi si custodiscono.
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